apr 7, 2021

A che punto siamo sul packaging?

 

Cosa possiamo fare tutti: aziende, amministrazioni e cittadini per la sostenibilità degli imballaggi

Packaging in inglese, imballaggio in italiano: per Junker è un termine ricorrente, strettamente legato alle regole per una corretta raccolta differenziata. Un tema, quello degli imballaggi e della loro sostenibilità, che interessa davvero tutti, dallo Stato al cittadino, dalle aziende ai Comuni e per cui tutti, anche nel loro piccolo, possono fare qualcosa.

Qualche dato

Secondo Eurostat, nel 2018 sono state prodotte quasi 78 milioni di tonnellate di rifiuti solo da imballaggio, con una quantità media pro-capite in Europa che ammonta a 174 kg, ben 13 kg in più rispetto a dieci anni prima – In Italia la quota pro-capite è decisamente più alta della media europea, circa 211 kg. Di questi rifiuti, il 41% derivano da imballaggi in carta e cartone, il 19% da imballaggi in plastica, poco più del 18% da imballaggi in vetro.

Per quanto riguarda la plastica, forse il materiale più contestato negli ultimi anni, i rifiuti da imballaggio costituiscono il 60% del totale dei rifiuti plastici totali, una quantità notevole se consideriamo la percentuale di riciclo degli imballaggi in plastica non così alta (in Europa è del 41%, in Italia poco sopra) e il target del 50% di riciclo entro il 2025 che non è ancora stato raggiunto dall’Italia, come da altri paesi europei.

Il contesto legislativo

La direttiva vigente a livello europeo è quella 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, in procinto di essere rivista dalla Commissione Europea per contribuire al raggiungimento degli obiettivi delineati con il nuovo European Green Deal. La revisione fa seguito, tra gli altri, all’impegno della strategia dell’UE sulla plastica di garantire che gli imballaggi in questo materiale siano riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente fattibile entro il 2030. Ricordiamo che i target fissati dall’Unione Europea per il riciclo dei rifiuti da imballaggio sono del 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030, con obiettivi specifici per ciascuna frazione.

Packaging in aumento

L’aumento della quantità di rifiuti da imballaggio menzionato nel primo paragrafo non è casuale, ma dovuto ad una serie di fattori:

  • Una costante crescita degli acquisti online, che portano naturalmente con sé un corrispettivo aumento degli imballaggi per i prodotti spediti da una parte all’altra del globo.
  • Lo scoppio della pandemia di Covid-19, che da un lato ha incentivato il ricorso all’e-commerce, causa chiusure generalizzate degli esercizi commerciali e impossibilità di effettuare spostamenti se non per necessità; dall’altro, ha favorito un ricorso sempre maggiore agli imballaggi monouso per motivi igienici e sanitari.
  • Una direttiva europea che risale ormai agli inizi degli anni Novanta, che tuttavia verrà presto revisionata e dunque superata.
  • Il perdurare di sistemi di smaltimento dei rifiuti, non solo da imballaggio, che sono in fondo alla gerarchia dei sistemi di smaltimento dei rifiuti consigliati dell’Unione Europea, come la discarica (il target europeo è conferire in discarica non più del 10% dei propri rifiuti entro il 2035) e l’incenerimento non finalizzato alla termovalorizzazione.

 

Gli attori coinvolti e cosa possono fare

A fronte di questi dati preoccupanti, come si può intervenire sui packaging dei prodotti per ridurre la produzione di rifiuti che ne derivano? Come rendere gli imballaggi più sostenibili e meno impattanti? Sono diversi i soggetti coinvolti ed ognuno di questi può fare la sua parte:

  • Lo Stato italiano: di recente è stato promulgato il DL 116/20 che recepisce la direttiva europea del 2018 e riforma la gestione dei rifiuti e degli imballaggi. Un primo passo che speriamo porti ad ulteriori regolamentazioni sulla riciclabilità degli imballaggi e su pratiche di sostenibilità quali il riuso.
  • Le aziende: devono puntare sull’ecodesign e rendere i prodotti più sostenibili e duraturi, ridurre la quantità di imballaggio dei propri prodotti e contrastare l’overpackaging, aumentando la quantità di materiale riciclato nei propri imballaggi.
  • Le amministrazioni comunali: possono già da oggi avviare politiche che incentivino buone pratiche di sostenibilità e campagne di sensibilizzazione per la riduzione del monouso. Junker offre un sostegno concreto ai Comuni associati, con due strumenti di grande valore: la Bacheca del Riuso, servizio aggiuntivo che offre ai cittadini la possibilità di dare una seconda vita ad oggetti inutilizzati; la Guida “No al Monouso”, con suggerimenti concreti per passare all’azione e contrastare il monouso. Ricordiamo che da gennaio 2021 è vietata la produzione e distribuzione di oggetti in plastica monouso quali piatti, posate, cannucce.
  • I cittadini: possono scegliere prodotti con packaging ridotti e differenziabili, anche grazie a Junker app, che in un solo blip permette di scoprire i materiali di ciascuna parte dell’imballaggio e dove conferirli. Possono segnalare l’overpackaging nei punti vendita, ad esempio al banco del supermercato, e portare con sé i propri imballaggi riutilizzabili, ove possibile. Possono mettere in atto buone pratiche di economia circolare ed adottare uno stile di vita davvero sostenibile. Non dimentichiamo greenApes, una piattaforma in cui trovare tante idee per azioni green e in cui queste azioni vengono premiate!

 

Junker app offre continuamente consigli su come differenziare correttamente, buone pratiche di sostenibilità, alternative praticabili, tutte di buonsenso e facilmente adottabili (ad es. la carta forno compostabile al posto di quella non riciclabile). Cambiare si può e non richiede sforzi disumani come molti sembrano pensare…che poi forse è un alibi per non agire.

In un’epoca di emergenza climatica e ambientale come quella in cui ci siamo ritrovati per l’inerzia e la mancanza di sensibilità dei decenni precedenti, non è più possibile “fare finta di niente” e continuare “come si è sempre fatto”. Siamo tutti mobilitati, ciascuno secondo le sue possibilità, a contribuire al cambiamento positivo, perché come diciamo sempre: milioni di piccoli gesti fanno un grande cambiamento!

 
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